La liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica ha portato a diminuire il divario esistente tra il livello dei costi dell'energia in Italia e quello degli altri paesi europei realizzando condizioni di concorrenza all'interno del mercato che sono fra le migliori in Europa. A partire dal 1° luglio 2007, la liberalizzazione si è estesa anche al mercato residenziale, dando la possibilità a tutti, e non solo
alle aziende, di passare dalla condizione passiva di "utenti" a quella di "consumatori",dotati quindi della facoltà –e responsabilità- di scegliere il proprio fornitore dell'energia elettrica in base alle migliori condizioni proposte.
I vantaggi che i consumatori privati potranno trarre da questa liberalizzazione in termini di costi dell'energia saranno, in ogni caso, limitati e l'effettivo risparmio non potrà superare il 5/6 % l'anno, dato che il 40% circa della spesa totale espressa in bolletta si riferisce al trasporto dell'energia, ovvero ai costi di utilizzo della rete che non è stata toccata dalla liberalizzazione.
I vantaggi più considerevoli per i cittadini saranno dati, in realtà, dai servizi che i fornitori potranno offrire (ed è in questa direzione che i vari competitors del settore si stanno muovendo): bollette più chiare, che evidenziano la distribuzione dei consumi in modo da costituire lo strumento di partenza per modificare le abitudini di consumo e poter risparmiare energia e la fornitura di più di un combustibile, con una semplificazione per il consumatore che si troverà ad avere uno stesso fornitore per elettricità e gas, per esempio.
Parallelamente, si deve agire "a monte" del problema: per giungere a risultati più consistenti nella riduzione del costo dell'energia, le aziende devono investire su più fronti. In primo luogo, sui sistemi informatici, necessari per controllare le reti e integrare domanda e offerta di energia.
Poi, si deve investire, in call center e sistemi di customer care, finalizzati alla conoscenza del cliente e al suo profilo di consumo. Non secondari saranno gli investimenti in comunicazione per creare e diffondere una cultura del Risparmio Energetico .
Sotto il profilo tecnologico, massicci investimenti sono necessari per creare nuove tipologie di impianti, che permettano alle aziende produttrici di energia di produrre in base al profilo di consumo del proprio portafoglio clienti. Questo significa aumentare la distribuzione sul territorio di impianti ad alta flessibilità, i cosiddetti "impianti di picco" in grado di accendersi e spengersi in ragione del carico. Infine, è necessario investire in nuove reti, più magliate e basate su nuove tecnologie che permettano di mettere in costante comunicazione domanda e produzione di energia, come nel caso delle cosiddette "smart grid", reti intelligenti in grado di registrare, istante per istante, il carico di energia richiesta e di trasmetterlo all'impianto di produzione.